EXPO2015: arredare il pianeta

Articolo originale pubblicato su : www.pubblicomnow-online.it Eccoci a parlare di EXPO con la consapevolezza che fra pro e contro è come stare fra incudine e martello. Del resto, da questa rubrica che autodefinisco coraggiosa, non ci si può aspettare che una visione laterale e critica, che non significa negativa, ma critica. Cominciamo. Sui social la reputazione di Expo è poco incoraggiante. E i social sono il mezzo/contenitore più declamati in questo periodo: o gli si dà credito sempre o mai. Qualunque commento rischia di apparire populista e demagogico. Ma restando sul tema dell’etica in comunicazione risulta evidente che un luogo costruito su un tema portante e importante come “Nutrire il pianeta, energia per la vita”, comunicato anche come impegno a “Eliminare gli sprechi” e “capace di rilanciare il nostro Paese” e molti altri annunci, crea come minimo della curiosità. Ed è questa che ha prodotto fino ad ora oltre 10 milioni di biglietti venduti. Sulla fiducia, diciamo. Conseguenze naturali della comunicazione e del marketing in generale e di EXPO in particolare che “gode” anche degli effetti negativi prodotti dalle brutte vicende che conosciamo e dalla sfacciata e ingombrante presenza di alieni al tema di fondo. Siamo sempre attratti dal clamore degli scandali e possiamo essere certi che moltissimi di coloro che l’hanno criticato ci andranno o ci sono stati. Lo sanno bene i comunicatori: puoi riuscire a vendere anche un cattivo prodotto, almeno una volta. Tutti, molti, commentano, ma la “tua” curiosità è più forte. E una volta comprato e provato, è provato che una buona parte di noi cerca di difendere il proprio acquisto, anche se intimamente ne è...
il Garante Infanzia riprende un nostro articolo

il Garante Infanzia riprende un nostro articolo

il sito www.garanteinfanzia.it riprende un articolo del nostro esperto Pietro Greppi: Il problema sottovalutato della pubblicità Nei giorni scorsi il blog “Blog-Up” ha pubblicato un post dell’ethical advisor Pietro Greppi che offre notevoli spunti di riflessione e che richiama con prepotenza l’attenzione su un tema troppo spesso sottovalutato: gli effetti della pubblicità sui giovanissimi che la guardano. I bambini sono come spugne che assorbono quanto loro viene proposto, soprattutto se il messaggio che viene loro indirizzato è ripetuto infinite volte. La curiosità dei bambini li spinge ad analizzare ciò che li circonda anche per saziare la loro necessità di modelli, e che modelli possono ricevere dalla pubblicità? Alimentazione, gioco… sono molti altri i temi trattati dagli spot ed all’interno di questi temi sono diversi i modelli che questo canale di comunicazione offre ai bambini più che agli adulti. Potete leggere la riflessione di Pietro Greppi cliccando...