CONSIGLI PER GLI ACQUISTI

06/02/2017

Formare “consumatori professionisti” ritengo sia ormai diventato necessario. Vi chiederete perché. Ma come perché diamine?! Per una questione di etica e per consentire loro di competere alla pari con quei professionisti del marketing e della comunicazione che si spingono sempre troppo oltre. Condanniamo (giustamente) le scorrettezze che l’uomo fa nell’impari lotta nella pesca e nella caccia agli animali e non muoviamo critiche ai comportamenti scorretti che molte aziende mettono in atto per catturare le risorse economiche dei consumatori, come fossero prede da dissanguare! Sarò anche esagerato, ma trovo che ad esagerare siano per prime proprio certe figure aziendali che decidono certe azioni, soprattutto nel largo consumo. Allora a mali estremi, estremi rimedi. C’è chi, ritenendosi per questo anche un professionista, affina le tecniche del marketing per vendere con modalità subdole? Trovo allora necessario che questo genere di “impegno” vada almeno bilanciato sul fronte opposto, quello degli acquisti, attraverso la formazione di altrettanto professionismo di difesa. Spiego subito cosa intendo dire. Vendere risulta naturalmente funzionale a trattenere un margine di profitto. Per farlo con una certa velocità, dimensione ed efficienza, negli anni abbiamo assistito a vari stratagemmi, tutti più o meno riconducibili ad uno sconto presentato in varie fogge, come i vari 3×2, etc. Poi la tattica si è “raffinata”: ricorderete quando dai pacchetti di fazzoletti di carta si è iniziato a togliere uno dei 10 fazzoletti “tipicamente” presenti. Il costo delle confezioni è rimasto più o meno identico, ma il margine è aumentato a scapito del cliente che ha accusato la perdita in silenzio e in molti casi senza accorgersene neppure. Anche l’inserimento dell’aria nei prodotti ha un che di subdolo: è meno evidente per il consumatore perché un alimento cremoso addizionato di aria ci sembra solo più soffice ed esteticamente invitante, ma ci viene venduto il volume e l’effetto d’insieme, arrivando a pagare l’aria tanto quanto la materia. E ora assistiamo anche ad una ulteriore, sempre subdola, evoluzione: sono ormai molte le aziende che, per aumentare i margini, modificano di poco le confezioni, diciamo pure in modo impercettibile, facendo credere all’acquirente che si tratti del solito prodotto, quando invece la quantità è inferiore. Sono numerosi i casi in cui si è passati da 500 a 400 gr. di prodotto, da 1 kg. a 900 o 750 gr., da un litro a 0,9 o a 0,75. Biscotti, bibite, acque minerali, panettoni … Non è una truffa, però è disdicevole e molto scorretto, semplicemente perché si apportano modifiche poco percettibili, contando sulla distratta abitudine di chi pensa di comprare “il solito”. Il peso è indicato ovviamente, ma della differenza se ne accorge solo chi è abituato a non fidarsi troppo e a leggere sempre l’etichetta. 

Le tecniche per depotenziare queste subdole aggressioni al portafoglio sono molto semplici, ma richiedono costanza. Semplifico molto, ma per esempio va sottolineata l’importanza del costo al chilo/litro come indicatore per valutare la convenienza fra diverse marche. Le offerte appaiono spesso meno convenienti se le si “legge” con questo banale accorgimento. Aiuta poi avere memoria dei prezzi di settimane (o giorni) prima per un confronto oggettivo. Anche leggere le informazioni di etichetta aiuta molto a capire davvero il contenuto e da dove arriva rispetto a ciò che potrebbe evocare la confezione. Sconsigliato infatti attribuire qualità ad un prodotto valutandone la confezione, che spesso non sono neppure parenti. Numerosi infatti i casi in cui, quotati esperti, si sono trovati a giudicare alimenti non etichettati attribuendo alti punteggi a prodotti che, li avessero valutati dal packaging, li avrebbero messi all’ultimo posto e viceversa. 

Troppo poco lo spazio per approfondire, ma per concludere suggerisco un test a proposito della “funzione dell’aria” nei prodotti. Prendiamo la carta igienica. Per scegliere quella davvero più economica provate a pizzicare fra pollice e indice lo spessore del rotolo. Più cede alla pressione, più aria contiene e su meno “strappi” potrete quindi contare.   

Pietro Greppi

Ethical advisor e fondatore di Scarp de’ tenis

Fondatore del Laboratorio per la realizzazione del Linguaggio universale non verbale