TEST: CHE SPOT RICORDATE?

13/05/2019

Ecco un esercizio su tre livelli che mette alla prova qualcosa di più della vostra memoria.

Il primo livello prelude ad altri due che, come vedrete, sono suoi “gemelli diversi”. Molto semplicemente e senza pretese scientifiche, è un esercizio che vi consente di mettere in discussione l’utilità o l’efficacia delle scelte di comunicazione adottate per parlare di una marca o di un suo prodotto.

Per cominciare provate quindi a ricordarvi dieci spot. Di meno “non vale”.

Se riuscite a farlo, sapendo anche descrivere e abbinare correttamente marca e prodotto, allora potete verosimilmente affermare che quella decina di aziende sono anche quelle che -fra tutti gli altri investitori- hanno saputo pianificare, realizzare e diffondere i loro spot nel modo più riconoscibile e utile allo scopo commerciale. Potrete annotarli e verificare questa classifica di primo livello ripetendo questo atto mnemonico ogni 10 giorni, annotando “chi entra, chi esce e come si muove” la classifica. Sì perché in questi anni è di giorni di efficacia che si parla. Mica di mesi … altrimenti, fossero davvero memorabili, basterebbe che passassero solo qualche volta … ma questo è un altro discorso.

Tornando a noi l’esercizio in questione -come dicevo- serve come riscaldamento mentale per gli altri due livelli previsti.

Il secondo livello richiede la ricerca nella vostra memoria di altri dieci spot, ma che abbiano questa volta solo finalità di tipo sociale. Quelli cioè in cui vi si invita a partecipare economicamente a qualche attività per salvare bambini o intere popolazioni che vivono in zone depresse, salvaguardare il Pianeta da determinate devastazioni, sostenere le varie associazioni che chiedono aiuto per la ricerca, etc. Vedrete che in questo caso -onestamente- farete molta fatica a ricordarvene due o tre nel dettaglio e soprattutto nel mettere a fuoco precisamente il nome dell’organizzazione. A questo livello cercare di compilare e annotare la classifica sarà deludente e anche la verifica ogni dieci giorni non darà risultati molto diversi.

Il terzo livello troverete che sarà ancora più difficile da portare a termine, perché si tratta di ricordare e annotare, con le stesse dinamiche degli altri due livelli, sempre dieci campagne, ma che questa volta parlino di attività utili nel sociale messe in campo da aziende commerciali. Vi sorprenderete a ricordarne forse una, forse due avendo anche la sensazione di non aver capito bene di cosa si tratti in concreto.

Il test ha una sua utilità a prescindere sul piano professionale, e varrebbe la pena considerarne l’utilizzo periodico per riflettere sulla qualità di certe scelte comunicative. Ma i risultati dei tre livelli di questo “esercizio” possono soprattutto confermare che quanto ricordate è sempre strettamente legato -oltre che ai vostri interessi- alle energie che gli sono state dedicate per parlarne e non alla sua importanza sul piano sociale che è sempre troppo poco considerata dalle aziende … che è il vero obiettivo di questo test. Intendo dire che quanto emerge è ahimè una fotografia di quelle che potremmo definire “macro aree operative” in cui la nostra società si è pian piano freddamente suddivisa. E il test cerca di evidenziarle: le aziende che si occupano di prodotti da offrire alle persone (primo livello) occupano la mente delle persone molto più di quanto siano in grado di fare le persone che si occupano davvero delle persone per cercare di sopperire a esigenze reali (secondo livello). Quando poi le aziende cercano di rendersi utili sul piano sociale (terzo livello) non riescono ancora a credere nella forza della loro comunicazione in termini di reputazione e dedicano quindi troppo poco impegno e scarsissime risorse per far conoscere –quando ci sono- le loro attività più interessanti sul piano sociale. Sarà o no più importante far sapere che hai costruito un pozzo, una scuola, un ospedale in Africa anziché parlare di ovetti con la sorpresa? Di quale delle due cose sei più orgoglioso? Quale delle due pensi che possa procurarti maggiore stima da parte di chi ti segue? Pensateci. Ricordatelo.         

Pietro Greppi

Ethical advisor e fondatore di Scarp de’ tenis