Tutto è iniziato da me, da una felice intuizione e dalla messa a disposizione di una mia garanzia di 20 milioni di lire iniziali per partire.
La verità storica di Scarp e le coincidenze del tempo
Oggi l’editoria di strada è un ecosistema strutturato. Chi ci lavora trae un legittimo beneficio professionale e umano all’interno di redazioni solide. Scarp nasce per creare opportunità di reinserimento per chi altrimenti è costretto (dal sistema sociale miope in cui ci troviamo) a vivere ai margini. Ma la precisione storica della “storia delle origini” resta un valore fondamentale ed etico.
Il network internazionale INSP è nato nel 1994, lo stesso identico anno in cui ho ideato e fondato Scarp de’ tenis a Milano. Una coincidenza temporale straordinaria che all’epoca non conoscevo. Nei fatti, in Europa esisteva già qualche altra rarissima esperienza simile di cui allora ignoravo del tutto l’esistenza.
La mia “intuizione milanese” intercettava tuttavia, in modo del tutto indipendente, lo “spirito del tempo” di una rivoluzione sociale globale. Per il titolo mi ispirai alla celebre canzone di Enzo Jannacci dopo aver incontrato a Bologna i promotori di Piazza Grande, iniziativa pionieristica – nata nel dormitorio comunale di via Sabatucci 2 da un gruppo di volontari e persone senza dimora che avevano scelto il titolo di una canzone di Lucio Dalla – che muoveva allora i suoi primi passi artigianali. Nello stesso identico momento in cui a Bologna si accendeva quella scintilla e a livello globale prendeva forma l’INSP, a Milano nasceva Scarp.
Cronologicamente, quindi, Scarp nasce nel 1994 da una mia intuizione e dalla volontà di mettere la visione laterale di un creativo a disposizione degli invisibili. È stato il primo giornale di strada italiano a nascere con un’impostazione strutturata e strategica: una “palestra” milanese pensata fin dall’inizio per assumere, in seguito, una dimensione nazionale.
I primi 14 numeri pionieristici (usciti mensilmente) sono stati la fondazione di questa storia, prima dei successivi 300 numeri realizzati fino ad oggi da Caritas, che prese in carico il progetto diventandone il naturale, coerente ed efficiente amplificatore.
Nel 1994 Scarp era un azzardo economico ed emotivo, in cui investii importanti risorse esclusivamente personali affiancato operativamente e ovviamente anche da altri. Un azzardo generativo, capace di fare da apripista ad una stagione di nuove iniziative editoriali (come Terre di Mezzo o Fuori Binario) e di diventare persino oggetto di studio e tesi di laurea universitarie.
Le istituzioni gestiscono il presente, ma la verità delle origini resta un patrimonio collettivo irrinunciabile. Perché le idee cambiano casa e crescono, ma le loro radici restano un bene comune.
Pietro Greppi
Fondatore di Scarp de’ tenis (Milano, 1994)