Laboratorio dell’immaginario civile – 2 – Il prezzo della scorciatoia
Nota metodologica – Il Laboratorio dell’Immaginario Collettivo non nasce per stabilire cosa sia giusto pensare. Nasce per esercitare l’attenzione verso i meccanismi attraverso cui ciò che pensiamo prende forma. Quando una rappresentazione diventa realtà ai nostri occhi; quando una ripetizione diventa normalità; quando una narrazione diventa evidenza; quando una delega di giudizio diventa abitudine. Non […]
Read MoreUn voto non è un assegno in bianco
Quando i leader si sentono padroni della storia? Fra chi governa impariamo a distinguere i lupi dai pastori? A volte discutiamo dei leader che governano i grandi Paesi del mondo come se stessimo valutando amministratori più o meno capaci, dirigenti più o meno efficienti, governatori che prendono decisioni migliori o peggiori. Ma il punto è […]
Read MoreLaboratorio dell’immaginario civile – 1 – La differenza tra attenzione e cura
Viviamo nell’epoca dell’attenzione. La cercano le aziende, i media, la politica… I social network sono di fatto costruiti per conquistarla e trattenerla il più a lungo possibile. L’attenzione è praticamente diventata una moneta. Ma raramente ci chiediamo che cosa accade dopo. Ottenere attenzione significa che qualcuno ci guarda. Prendersi cura significa che qualcuno conta. Sono […]
Read MoreLaboratorio dell’immaginario civile
Quando la comunicazione dimentica il destinatario Due domande che riguardano la politica, il giornalismo, la pubblicità, il marketing, le organizzazioni, i social network e perfino una parte della produzione culturale e accademica. Come accade che professionisti competenti investano enormi energie in prodotti, messaggi e strategie che non raggiungono lo scopo per cui sono stati pensati? […]
Read MoreDopo la strada: il secondo compito dei giornali di strada
“Stiamo gestendo la povertà o la stiamo riducendo?” Quando nel 1994 fondai Scarp de’ Tenis, non immaginavo un giornale destinato a creare una nuova professione come il venditore di strada. Immaginavo qualcosa di diverso: un ponte. Il giornale doveva offrire una possibilità immediata di reddito, ma soprattutto una possibilità di relazione. Doveva rendere visibili persone […]
Read MoreIl luna park dei creativi
C’è qualcosa che non funziona in una parte sempre più consistente della comunicazione pubblicitaria contemporanea. Non parlo della qualità tecnica. Al contrario. Mai come oggi immagini, video, animazioni, montaggi, effetti grafici e strumenti di elaborazione sono stati così sofisticati. Mai come oggi è stato possibile produrre contenuti esteticamente impeccabili con velocità e costi relativamente contenuti. […]
Read MoreChe cosa abbiamo smesso di fare insieme, per iniziare a farlo attraverso il mercato?
Per secoli l’identità di un individuo si è strutturata attorno a legami collettivi: l’appartenenza a una comunità, la partecipazione politica, la professione, le lotte sociali. La sfera pubblica era il luogo in cui si negoziavano diritti, doveri e visioni del mondo, e in cui ciascuno costruiva il senso di sé in relazione agli altri. Il […]
Read MoreLa cultura del rischio che si sta perdendo: perché i giovani cadono più spesso nelle truffe (e cosa c’entra la qualità nelle aziende)
Negli ultimi anni un dato sorprende chiunque si occupi di sicurezza digitale: le truffe online colpiscono più i giovani che gli anziani. È un rovesciamento dello stereotipo del “nonno raggirato”, e non dipende dalla tecnologia, ma da qualcosa di più profondo: la diversa percezione del rischio. La generazione più immersa nel digitale è anche quella […]
Read MoreLa vera gentilezza non teme il conflitto. Teme l’equivoco.
Molto gentile… C’è un equivoco che attraversa molte conversazioni pubbliche e private: l’idea che la gentilezza sia sempre e comunque la risposta giusta. Come se essere gentili equivalga a essere accomodanti, come se la cortesia dovesse trasformarsi in una forma di resa preventiva davanti a qualunque interlocutore, anche quando l’interlocutore non mostra alcuna disponibilità alla […]
Read MoreStatalizzare le attività produttive di base? Una riflessione sulla razionalizzazione possibile
L’idea è semplice: se lo Stato diventasse non solo il committente ma anche l’esecutore delle attività produttive essenziali — costruzioni, manutenzioni, progettazioni, servizi tecnici di base — potrebbe ridurre costi, accelerare i processi e superare l’attuale complessità amministrativa. Oggi lo Stato paga come un privato, ma con in più la necessità di gestire gare, ricorsi, […]
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